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Progetto recupero bosco

PROGETTO RECUPERO PASCOLO ALBERATO 2023/2024

Dopo mesi e mesi di trattative con tutti gli attori siamo finalmente riusciti a concretizzare questo progetto fortemente voluto dal Patriziato di Campestro.  Mercoledì 22 novembre 2023 sono ufficialmente iniziati i lavori del progetto recupero pascolo alberato in località Zalto – Davrosio.

Il progetto è stato reso possibile grazie al prezioso contributo di:

Committente:
Patriziato di Campestro

Direzione generale:
Ufficio Natura e Paesaggio
5° Circondario forestale

Accompagnamento faunistico:
Ficedula / BirdLife Svizzera

Progetto e Direzione Lavori:
EcoControl SA, Lugano

Esecuzione lavori:
Nesurini Daniele
Lavori forestali e segheria

A seguito dell’approvazione dello studio preliminare (novembre 2022) e del progetto definitivo (settembre 2023) per il recupero di un bosco pascolato in località Zalto in Capriasca da parte dell’Ufficio natura e paesaggio (UNP) e della Sezione forestale (con il coinvolgimento diretto del 5°Circondario), il Patriziato di Campestro ha aggiudicato la realizzazione delle opere alla ditta Nesurini Daniele di Sala Capriasca. Gli interventi, realizzati in due tappe, sono cominciati in dicembre 2023 e si sono conclusi a fine novembre 2024, con il collaudo delle opere alla presenza di rappresentanti del Patriziato di Campestro, dell’UNP, del 5°Circondario forestale, del Comune di Capriasca, di Birdlife Svizzera, dell’impresario forestale Nesurini
e dell’Ing. Paolo Piattini per lo Studio EcoControl SA in qualità di progettista e di direzione lavori.

Gli interventi realizzati

In concreto, si è provveduto a realizzare interventi selvicolturali mirati, volti al recupero di un ambiente forestale rado e luminoso, e ricco di specie. Oltre a favori­re la diversificazione di ambienti naturali, fondamentali per la biodiversità ed indi­spensabili per la sopravvivenza di molte specie vegetali ed animali rare o minac­ciate come il succiacapre o la baccante, è stato possibile ampliare la disponibilità di superfici pascolabili in modo estensivo. In effetti, in passato il comparto era gestito e sfruttato per il pascolo del bestiame con una copertura arborea pressoché assente: sicché con la riduzione delle attività agri­cole di montagna in pochi anni si è assistito ad un forte avanzamento del bosco pioniere e, conseguentemente, alla per­dita di aree aperte. Oggigiorno, fortunata­mente, vi è un rinnovato interesse per l’a­gricoltura di montagna, con entrambi gli alpeggi del Patriziato di Campestro (Zalto e Davrosio) caricati ogni estate, premessa fondamentale per poter avviare il progetto realizzato.

Su un’area di 2,65 ettari

Si è proceduto ad un forte dirado della vegetazione, in favore degli individui più pregiati in un’area di circa 26’500 metri quadrati, tagliando ed esboscando i di­retti concorrenti (prevalentemente be­tulle). La ramaglia risultante dai tagli è stata in parte truciolata all’esterno dell’a­rea di intervento, negli avvallamenti pre­senti o creando dei mucchi in aree meno interessanti per il pascolo, e in parte utilizzata per la creazione di 15 nicchie ecologiche a favore della piccola fauna locale. Il sottobosco, invaso da felci e ginestre, è stato tagliato a più riprese. Il legname (circa 355 metri cubi) è stato esboscato con l’ausilio di trattore dalla strada, limitando allo stretto necessario gli spostamenti con mezzi pesanti all’in­terno della superficie, così da evitare di rovinare il suolo e compromettere la cre­scita della cotica erbacea, sempre per far conoscere il progetto sono stati realizzati due cartelli informa­tivi.

Specie target e monitoraggio

Quale metodo per il controllo della buona riuscita degli interventi realizzati e della gestione applicata dal profilo ambientale, viene monitorata l’evoluzione delle bioce­nosi all’interno del comparto di progetto; nel caso in esame, è stato deciso di rilevare in particolare la presenza di tre specie, ov­vero due farfalle e un uccello: la Baccante (Lopinga achine), l’Ipparchia (Hipparchia fagi s.l.) e il Succiacapre (Caprimulgus europaeus). Il concetto di monitoraggio prevede almeno quattro campagne di ri­lievi. La prima è stata effettuata nell’ago­sto 2023, prima della realizzazione degli interventi (ante opera) per determinare lo stato iniziale delle superfici e per porre le basi per effettuare considerazioni sul­la loro evoluzione futura. Tenendo conto delle tempistiche evolutive degli ambienti forestali a queste altitudini e del potenziale di colonizzazione delle specie target degli ambienti recuperati, i prevede realizzare le altre tre campagne dopo 2, 5 e 10 anni dall’attuazione degli interventi qui descritti.

Per l’agricoltura di montagna
L’investimento per realizzare questo pro­getto è stato di circa 120’000 franchi; alla copertura delle spese hanno contribuito l’Ufficio natura e paesaggio (UNP), la Se­zione forestale (SF), il Fondo svizzero per il paesaggio, il Comune di Capriasca, le associazioni Ficedula/Birdlife Svizzera e il Patriziato di Campestro. La gestione del bosco pascolato recuperato è assicurata dal Patriziato di Campestro, grazie all’ac­cordo stipulato con un agricoltore attivo nel comparto che garantisce il pascolo di bestiame, lo sfalcio dell’intera area di progetto e l’eliminazione di alberi o parti di essi caduti al suolo. È inoltre previsto un ulteriore accordo anche con l’UNP per sostenere una gestione mirata in favore delle specie target. Il progetto sottolinea l’ing. Paolo Piatti­ni dello Studio EcoControl SA ha permesso il recupero di circa 2,65 ettari di un ambiente naturale pregiato ed interessante per molte specie animali e vegetali, con una grande valenza anche dal punto di vista paesaggistico ed agro­forestale. Il risultato è considerato molto positivo grazie anche alla proficua colla­borazione di tutti gli attori coinvolti.

1 Area di intervento al termine dei lavori.
2 Il bosco prima dell’attuazione del progetto.
3 Lavori di taglio e di esbosco.
4 Scorcio dall’alto sull’area di intervento a conclusione dei lavori.

Gli interventi sono stati:
• valorizzazione dell’area boschiva attraverso interventi selvicolturali mirati (diradi), preservando le betulle
   più interessanti per la biodiversità e gli arbusti pregiati (in particolare biancospini e ginepri)
• delimitazione parziale dell’area attraverso la posa di pali in castagno, ai quali fissare il pastore elettrico
   durante il periodo del pascolo
• rifacimento di un abbeveratoio

Il momento tanto atteso è arrivato con il taglio del primo albero

Dopo una settimana di lavoro il recupero pascolo prosegue a pieno ritmo; anche i sopralluoghi avvengono in modo costante.

La parte inferiore del progetto è quasi terminata, con la tritatura dei rami e la pulizia del sottobosco.
Grazie anche alla meteo i lavori proseguono velocemente e il ricupero dell’habitat si materializza.     Sopralluogo del 25 gennaio 2024

A completamento di tutti gli interventi, la 1° parte del ricupero si presenta in modo pregevole!

Habitat creato per la nidificazione del Succiacapre

Il Succiacapre (nome scientifico: Caprimulgus europaeus) è uno degli uccelli più singolari che nidificano in Ticino. È una specie dalle abitudini crepuscolari e notturne. Le dimensioni sono circa quelle di un Merlo, il piumaggio è marrone-grigio mimetico, la silhouette assomiglia a quella del Cuculo. Nel maschio, sulle ali e sulla coda, sono presenti alcune macchie bianche che vengono esibite durante il corteggiamento. Il volo spettacolare e sfarfallante è ricco di virate, cambi improvvisi di direzione che sono efficaci per la cattura delle prede. Il Succiacapre si ciba di insetti soprattutto falene, maggiolini, zanzare, moscerini ed altri che cattura in volo.Migratore, arriva in Ticino ad aprile per ripartire per l’Africa in agosto-settembre.

Inserito nella Lista Rossa degli uccelli nidificanti, è una specie prioritaria per la conservazione in Svizzera. Causa del suo declino è stata soprattutto la riduzione del suo ambiente di nidificazione per la chiusura degli spazi aperti per l’avanzata del bosco. Il Succiacapre vive infatti nelle zone aperte di collina e montagna. Si insedia volentieri nelle aree interessate da incendi, lungo i versanti rocciosi, caldi ed esposti. La popolazione ticinese è di meno di 20 coppie nidificanti; per questo la specie è oggetto di una ricerca da parte di ASPU/Birdlife Svizzera.

Grazie a chi – vedendo un Succiacapre o sentendolo cantare – segnalerà a succiacapre@ficedula.ch la sua presenza. Così facendo contribuirà a ad aiutare la sua specie.

Con l’inizio del  mese di ottobre 2024 è cominciata la seconda fase del Progetto Recupero Habitat

Malgrado il tempo piovoso di queste ultime settimane il lavoro della 2° fase è proseguito rispettando la tabella di marcia. Resta da raccogliere la ramaglia rimasta a terra, il taglio di giovani ginestre e l’abbassamento delle ceppaie. Manca la posa dei pali perimetrali e la sistemazione dell’abbeveratoio presso la sorgente.      Sopralluogo del 23.10.2024

Con la posa dei cartelli, dei pali perimetrali e la sistemazione della fontana i lavori si sono conclusi un grazie a tutti gli attori che hanno partecipato.
Maggio 2025

Collaudo progetto fatto il 26 novembre 2024 alla presenza di tutti gli interessati.

Patriziato di Campestro:  Silvano Ardia  –  Piergiorgio Deluigi  – Carlo Clementi  – Gregory Lo Cicero

EcoControl SA: Ing.Paolo Piattini

Ufficio della natura e del paesaggio: Massimiliano Foglia

5°Circondario sezione forestale: Jacques Bottani – Daniele Bazziga

Municipio Capriasca: Sandro Pagnamenta

Ficedula/BirdLife ornitologica svizzera italiana: Eric Vimercati

Ditta forestale: Daniele Nesurini (collaboratori esterni Armando Storni,Andrea Cardinali, Jonny Piazza)
5°Circondario sezione forestale: Jacques Bottani – Daniele Bazzica